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16 gennaio 2008

Background di ULRIM

CAPITOLO I
Io sono Ulrim, figlio di Mirlu, figlio di Imurl, figlio di Murli, figlio di Rumli, figlio di Lurmi, figlio di Urilm. Altre 2 o 3 generazioni e non sapremo più che nome dare ai nostri figli!!
Come ogni gnomo che si rispetti sono cresciuto libero di giocare e scoprire il mondo che mi circondava.
Per qualche anno ho seguito con interesse degli studi alchemici ma dopo il quarto trasloco per crollo della caverna (causa esplosioni involontarie) ho deciso di lasciar perdere. Per dimenticare la delusione mi sono buttato a capofitto nella passione di mio padre: le invenzioni. Ben presto ho realizzato che più che costruire sono portato, mio malgrado, a demolire. Ero quasi sfiduciato a dover condurre una vita da minatore quando la magia, in particolar modo l'illusionismo, mi ha strappato alle gemme!
Cosi al compimento del 40° anno, come tutti gli gnomi mi sono allontanato da casa per iniziare i miei studi e dopo 10 anni sono tornato con la barba un pò più lunga, con qualche cicatrice in più e con un tomo degli incantesimi tutto mio.

CAPITOLO II
Ricordo quel giorno come se fosse ieri, non potrò mai dimenticarlo.Mi ero alzato prima dell'alba e dopo una veloce colazione ero già sul sentiero che s'inerpica sul monte Sano quando, forse complice la poca visibilità... misi male il piede e caddi, perdendo i sensi.

Maledetto, stramaledetto, mille volte maledetto. Mi sono risvegliato con una strana sensazione, ero davvero io? Dove mi trovavo? Perchè mi sentivo a disagio nel mio stesso corpo?Poi ho ricordato tutto. Sapevo chi ero e cosa dovevo fare. Ho lasciato che la mia furia si abbattesse sul mio villaggio. Insulsi gnomi. Vi ucciderò uno ad uno se dovesse essere necessario. Sono tornato a casa mia e ho ucciso la mia famiglia, senza pietà, senza esitare, provando quasi un senso di sollievo. Ero al pieno della potenza magica ed è stato divertente entrare in ogni singola capanna protetto da un silenzio magico e uccidere tutti gli abitanti. Gli ho tagliato la gola nel sonno, gli ho dato fuoco, li ho colpiti con i miei potenti incantesimi, ho evocato creature che li uccidessero per me. Non mi accorgevo del tempo che passava se non quando sono tornate ancora le tenebre... allora ho dato fuoco ad ogni capanna e ho rifatto il giro per accertarmi che nessuno fosse scampato alla mattanza. Poi mi sono accorto che stavo per crollare dalla stanchezza e ho avuto la prontezza di preparare un incantesimo per ingannarlo. E' facile vedere quello che si vuole vedere, anche quando non c'è. Sono tornato sulla montagna appena in tempo per vedere le prime luci dell'alba e lanciando un urlo di disperazione sono caduto a terra.

Mi risvegliai che albeggiava, stanchissimo e maledicendo la mia goffagine ripresi il cammino recuperare per le bacche del diavolo che mi mancavano per completare un incantesimo. Le trovai nella solita radura e tornai al villaggio, sperando di fare in tempo a replicare la colazione con mio fratello. Ma appena intravidi le prime case del villaggio capii che qualcosa non andava. Le capanne erano annerite, presumibilmente da un grande incendio già domato... ma in giro non c'era nessuno, cosi entrai nella prima casa... solo cadaveri.. amici, parenti tutti morti. In preda alla disperazione corsi fino alla mia casa ma anche li la stessa scena. E ancora, ancora. Tutto il villaggio era stato distrutto.
Ma chi poteva esser stato? E perchè? E come avevano fatto in cosi poco tempo? Troppe domande e nessuna risposta mi tormentavano, poi la scoperta di un messaggio lasciato col sangue da mastro Ianni. Poche lettere ma inequivocabili. Il nome del più grande villaggio di gnomi della regione. Chi ha fatto quello scempio doveva esser diretto li. Ed io dovevo precederli, ma non prima d'aver dato sepoltura a tutte le vittime.

CAPITOLO III
Ho passato gli ultimi dieci anni ad inseguire i misteriosi e feroci assassini che sterminarono la mia gente. Non ho ottenuto nessun risultato e in mano non ho niente di più di quanto avessi la maledetta alba di dieci anni fa. Ho affinato e potenziato le mie arti magiche ma questo non mi è servito a placare la mia sete di vendetta. In un paio di casi pensavo di aver ritrovato le tracce, dinnanzi ad altri villaggi gnomici rasi al suolo, ma non sono mai riuscito a trovare nessun superstite, tantomeno informazioni più dettagliate sui colpevoli o sulle loro mosse future.
Oggi però le cose sono cambiate, una vecchia indovina ha cercato di dare una risposta alle mie tante domande: lei sostiene che il bersaglio di quei massacri sono proprio io (anche se non capisco proprio perchè) e mi ha consigliato di girare alla larga dai villaggi della mia gente, almeno fino a quando non avrò risolto il mistero.
Inoltre mi ha fatto intendere che si sta diffondendo una certa "fama" sul mio conto e per tanti che gnomi che non gli le danno peso, altri mi vedono come iettatore ed alcuni addirittura mi credono responsabile di quei massacri. Le ho dato una bellissima gemma per ringraziarla e anche se non do molto peso alle sue parole, credo che un periodo lontano dalla mia gente non potrà che farmi bene.

CAPITOLO IV
Sono pronto a mettermi in viaggio, apro la mappa e scelgo un punto a caso: Tortusga. Sono diretto li, chiederò l'ammissione alla gilda cittadina e penserò solamente ad aumentare i miei poteri per riuscire un giorno a scoprire i colpevoli e prendermi la mia vendetta.

2 commenti:

Lucas ha detto...

figlio di U, figlio L, figlio R, e cosi via.....

Quentin Von Baggins ha detto...

Certo che con personaggi così adesso si spiega perchè nella 4a edizione gli gnomi si sono estinti eheh